Chirurgia della patologia degenerativa del rachide PDF Stampa E-mail

Coordinatore Prof. Francesco Maiuri

La patologia discoartrosica del rachide, secondaria a processi degenerativi delle vertebre, dei dischi intervertebrali e dei legamenti della colonna, è assai frequente nella pratica clinica. Si calcola che circa l’80% della popolazione generale soffra di dolore lombare almeno una volta nella vita e che esso colpisca 45 individui su 1000 ogni anno. Inoltre la lombalgia è la causa più frequente di disabilità nella fascia di età tra 30 e 60 anni.
La patologia degenerativa discoartrosica del rachide può presentarsi in due forme anatomo-cliniche: l’ernia discale e le modificazioni discoartrosiche e legamentarie.
L’ernia del disco è un’affezione particolarmente frequente, che si manifesta clinicamente soprattutto in soggetti di età giovanile e media, ma spesso anche in età più avanzata. Essa è particolarmente frequente a livello lombare(70-80%), soprattutto inferiore (L4-S1), ed in minor misura a livello cervicale(20%, soprattutto da C4 a C7), mentre le ernie dorsali sono assai più rare (4-5%).
Il nucleo polposo erniato può comprimere le radici nervose o il midollo spinale. Il quadro clinico varia in rapporto alla regione rachidea interessata.
L’ernia discale lombare si manifesta più spesso(per ernia L4-L5 ed L5-S1) con una lombosciatalgia (dolore che dalla colonna lombare si irradia lungo la superficie posteriore o laterale della coscia e della gamba, fino al piede) o, per ernie L2-L3 e L3-L4, con una lombocruralgia (dolore irradiato alle superfici anteriore e mediale della coscia e della gamba ed al dorso del piede). In alcuni casi sono presenti disturbi obiettivi di sofferenza radicolare, come ipoestesia nel territorio interessato o deficit della forza muscolare.
L’ernia discale cervicale si manifesta, se a sede laterale, con una cervico-brachialgia (dolore che dal collo si irradia lungo l’arto superiore omolaterale fino alla mano nel territorio della radice interessata). Se l’ernia è mediana, essa comprime il midollo, causando riduzione della forza degli arti inferiori con stancabilità nella deambulazione o anche degli arti superiori.
 L’ernia discale dorsale può causare ipostenia degli arti inferiori fino ad un deficit motorio a volte marcato, o , se a sede laterale, anche una nevralgia intercostale con dolore toracico a cintura dal lato dell’ernia.
Le modificazioni discoartrosiche del rachide sono molteplici: protrusioni discoartrosiche, osteofitosi delle limitanti somatiche, ipertrofia dei massicci articolari e dei legamenti gialli. Ad esse consegue restringimento di grado variabile del canale spinale e dei forami radicolari con compressione del midollo e delle radici nervose e con quadri diversi in rapporto alla sede cervicale o lombare.
A livello cervicale si configura il quadro della mielopatia da cervicodiscoartrosi, caratterizzata da restringimento multisegmentario del canale spinale e, clinicamente, da difficoltà nella deambulazione e riduzione della forza di grado variabile ai quattro arti.
A livello lombare si realizza un quadro di stenosi del canale lombare, unisegmentaria o più spesso plurisegmentaria, caratterizzata clinicamente da dolori radicolari agli arti inferiori, facile stancabilità nella deambulazione con ripresa dopo periodo di riposo(claudicatio intermittens neurogena), ipostenia degli arti inferiori.
La diagnosi della patologia discale e discoartrosica del rachide è affidata soprattutto alla risonanza magnetica, mentre la tomografia computerizzata 3D può essere utile per meglio definire le modificazioni ossee e le alterazioni calcifiche in alcuni casi.
Il trattamento chirurgico della patologia discale e spondilodiscoartrosica del rachide è indicato nei pazienti con sintomatologia dolorosa radicolare resistente alla terapia medica o con segni obiettivi di compressione midollare o radicolare.
Le differenti modalità terapeutiche dipendono dal tipo di lesione e dal livello del rachide interessato.
Le ernie discali lombari sono trattate mediante approccio chirurgico interlaminare, senza rimozione ossea. L’intervento chirurgico prevede la mobilizzazione precoce del paziente (a 24 ore dall’intervento) e la dimissione tra le 24 e le 48 ore. Le ernie discali di piccole dimensioni e con scarso conflitto radicolare sono trattate in day surgery (ricovero di poche ore) con tecnica percutanea di nucleolisi discale con ozono, consistente nella iniezione di miscela di ozono nel disco mediante un ago sotto controllo radiografico con tomografia computerizzata.
Le ernie discali cervicali sono trattate mediante discectomia per via anteriore, (con piccola incisione cutanea a livello della regione anteriore del collo) e sostituzione del disco mediante protesi. Anche questi pazienti sono mobilizzati e dimessi entro 48 ore dall’intervento.
Le stenosi del canale spinale ai diversi livelli del rachide sono trattate mediante decompressione ossea, alla scopo di ottenere una buona decompressione del midollo e delle radici spinali

 

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